Il ministro Gian Marco Centinaio in visita all’Istituto Spallanzani di Rivolta. Questa mattina, lunedì 29 aprile, il titolare dell’Agricoltura è intervenuto attorno alle 10  nel talk “Ricerca e istituzioni: un dialogo aperto per valorizzare agricoltura e zootecnia” organizzato dall’Istituto cremasco.

Ministro all’Istituto Spallanzani”

“In questo momento c’è bisogno che la politica, le istituzioni e il Mipaaft siano dalla parte della ricerca – ha detto il ministro – Il mondo dell’agricoltura italiana è un mondo che guarda alla tradizione, a quello che ci è stato lasciato ma è certamente un mondo che deve guardare all’innovazione che ha bisogno di un supporto di regole da parte delle istituzioni e, soprattutto, di fondi. Sono convinto che sia necessario ritornare a finanziare la ricerca sia con i fondi pubblici e sia attraverso un’agevolazione fiscale nei confronti di tutti quei privati che sono disponibili ad aiutare questo settore. In questo momento abbiamo una visione specifica all’interno del Mipaaft. In particolare, l’obiettivo principale sarà quello di aprire un’agorà all’interno della quale inserire la ricerca scientifica per comprenderela direzione da intraprendere insieme al mondo agricolo e alle associazioni di categoria, che per me rimangono gli interlocutori principali. Tutto quello che la ricerca fa per l’agricoltura è fondamentale”.
A confrontarsi con lui c’erano l’assessore regionale all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi  Fabio Rolfi, il segretario dell’Ufficio di Presidenza Regione Lombardia Giovanni Malanchini, il presidente dell’Istituto Ettore Prandini e il direttore Marina Montedoro, oltre al sindaco Fabio Calvi.

“La Lombardia investite nella ricerca”

“Regione Lombardia è tra i primi posti in Italia sia per fondi messi a disposizione della ricerca, sia per capacità di spesa – ha commentato Rolfi – Siamo orgogliosi di investire una significativa parte delle risorse regionali perché la ricerca è il motore dell’innovazione, della competitività e del progresso tecnologico delle nostre imprese. Solo per citare qualche dato, nel prossimo triennio investiremo ben 750 milioni di euro in ricerca e innovazione in generale. Ma anche nel settore agricolo stiamo cercando di valorizzarla perché rappresenta un elemento strategico per la crescita delle aziende. Durante la programmazione PSR 2014-2020 sono stati attivati alcuni bandi dedicati alla ricerca. Penso all’Operazione 16.2.01 ‘Progetti pilota e sviluppo di innovazione’ con una dotazione di tre milioni di euro e all’Operazione 10.2.01 ‘Conservazione della biodiversità animale e vegetale’, chiusosi recentemente, con una dotazione di circa 3,5 milioni. Nel 2018 abbiamo, inoltre, aperto un bando specificatamente dedicato al finanziamento di progetti di ricerca in campo agricolo e forestale con una dotazione di circa 3 milioni di euro. Queste risorse sono la dimostrazione che per l’ente la ricerca è al centro del dibattito e dell’interesse: la presenza sul territorio di un istituto di ricerca di respiro nazionale, come lo Spallanzani, che da oltre 75 anni si mette al servizio del mondo agricolo e zootecnico lombardo con le sue competenze, è ulteriore motivo di orgoglio”.

“Una visita che è motivo di orgoglio”

“Come presidente di un istituto di ricerca nazionale che di zootecnia ed agricoltura si occupa da oltre 75 anni, accolgo come segnale molto positivo la visita del ministro Centinaio e dell’assessore Rolfi – ha affermato Prandini – Da sempre sostengo con fermezza che il sistema Paese deve investire e dare maggiore peso alla ricerca, la cui importanza oggi è ancora troppo marginale, soprattutto in un settore come quello agroalimentare. E’ uno strumento  indispensabile a disposizione delle nostre aziende e della nostra politica per valorizzare a 360 gradi agricoltura e zootecnia made in Italy. Ringrazio quindi il ministro Centinaio per essersi confrontato con noi oggi sul tema e per la sensibilità e attenzione che dimostra verso questo settore strategico”.

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“La presenza del Ministro e dell’assessore nel nostro Istituto è per noi motivo di orgoglio – ha aggiunto  Montedoro – Non solo perché Spallanzani ricopre un ruolo importante nel contesto del sistema ricerca nazionale e lombardo, ma anche perché l’istituto è nato, a suo tempo, su spinta del Ministero dell’agricoltura e, da allora, è sempre stato uno strumento a supporto del Mipaaft per le tematiche riguardanti zootecnia, miglioramento genetico e tutela della biodiversità. L’Istituto si impegnerà anche in futuro, nell’ambito delle sue competenze, ad essere al fianco delle Istituzioni, di Regione Lombardia e del Mipaaft, con l’obiettivo di supportare e contribuire allo sviluppo e competitività del settore agroalimentare”.

Visita all’istituto

Il talk è stato preceduto da una visita istituzionale del ministro all’interno dei
laboratori, in particolare quelli di Seminologia e Criobiologia, Embriologia e Genetica Molecolare, fiore all’occhiello, dello Spallanzani, considerato centro di eccellenza della ricerca italiana ed europea negli ambiti della riproduzione e selezione animale, qualità e sicurezza dei prodotti di origine animale, acquacoltura e microalghe. Negli ultimi anni, attraverso il progetto del
Polo delle Microalghe, l’istituto è impegnato anche nello sviluppo applicativo delle microalghe nei settori cosmetico, farmacologico, nutraceutico, mangimistico e bio-remediation, cioè il recupero dei sottoprodotti e reflui agro-zootecnici.

“Spallanzani un punto di riferimento”

Alla visita ha preso parte anche Giovanni Malanchini, consigliere regionale e fondatore del Distretto agricolo della Bassa bergamasca. “L’Istituto Spallanzani ha un rapporto storico con la pianura bergamasca e con le nostre aziende, da sempre attente all’innovazione: oggi erano presenti numerosi imprenditori del Distretto Agricolo Bassa Bergamasca – ha detto – E’ socio fondatore del distretto agricolo più grande della Lombardia e d’Italia, da sempre punto di riferimento per tutti i soci nell’ambito della ricerca abbinata al settore zootecnico. Una ricerca positiva che ha l’obiettivo di migliorare le produzioni zootecniche con particolare riguardo alla tutela e alla salvaguardia delle nostre eccellenze alimentari a garanzia del consumatore. Un lavoro di altissimo valore scientifico che incide in modo positivo sulle politiche di sviluppo delle aziende secondo i principi di sostenibilità ambientale e del benessere animale. Complimenti a Prandini e alla direttrice Montedoro, che coi suoi ricercatori ha raggiunto risultati unici in Italia e a livello internazionale”.

Credits foto: Alessio Guitti

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