La “Cesare Battisti” premiata nel concorso sulla cultura ebraica nelle scuole.

Shevilim, premiata la “Cesare Battisti”

Domenica 19 maggio al Museo Ebraico “Fausto Levi” di Soragna, alla presenza delle autorità, si è tenuta la cerimonia di premiazione del Concorso nazionale “SHEVILIM-Percorsi di studio e di approfondimento della Cultura Ebraica per le Scuole”, promosso dalla Comunità Ebraica di Parma col patrocinio del Comune di Soragna e della Prefettura di Parma.
La Commissione giudicatrice, dopo aver valutato gli elaborati presentati da diversi Istituti scolastici provenienti da ogni parte d’Italia, ha scelto di assegnare i premi a due scuole, una è stata la primaria Battisti dell’I.C. Grossi cittadino. Una delegazione di insegnanti, genitori e bambini delle classi 5^A-B-C premiate ha presenziato alla commuovente cerimonia.

Il percorso didattico

La nostra scuola, da anni, promuove ogni 27 gennaio la partecipazione al Giorno della memoria, con l’intento di potenziare le competenze sociali e civiche dei bambini e dei ragazzi e contribuire alla formazione culturale della persona e alla costruzione delle competenze di cittadinanza – hanno spiegato le insegnanti delle quinte – Quest’anno abbiamo inizialmente introdotto all’argomento i bambini e le bambine
con la visione del film d’animazione “Andra e Tati” sulle sorelle Bucci, la lettura delle leggi razziali emanate nel 1938, della poesia “Shemà” di Primo Levi e del testo di Ruiz Mignone “Il mestolo di Adele”. Con i lavori di gruppo si è elaborato il copione per una rappresentazione che rendesse evidenti non solo le conoscenze storiche acquisite, ma anche le riflessioni e le considerazioni emerse nel confronto di classe. Si è condiviso con tutti i bambini della scuola una rappresentazione composta da tre parti intervallate e arricchite da canti e danze della tradizione ebraica e contemporanea”.

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I contenuti

Nella prima parte un gruppo di bambini ha spiegato il significato della parola shoah e che cosa ciò abbia comportato per gli Ebrei, il limite non solo della loro libertà di azione e di pensiero, ma soprattutto la privazione della loro stessa vita.

La seconda parte ha messo in scena il testo de “Il mestolo di Adele”; il mestolo ha costituito la voce narrante e il testimone della vita quotidiana di una famiglia ebrea che, a seguito alle leggi razziali, è passata in modo improvviso e violento da una situazione di normalità, a una condizione di distruzione di ogni cosa: affetti, relazioni, oggetti, persone…

La terza parte ha voluto essere un messaggio di speranza nonostante la storia ci abbia consegnato un evento così tragico, affinché i ragazzi di oggi possano divenire i principali protagonisti di un domani diverso, in cui tutti siano portatori di valori quali la pace, il rispetto e la convivenza civile tra i diversi popoli. Lo spettacolo si è concluso con la canzone “We are the world” realizzata coralmente da tutti gli alunni delle tre sezioni. Al termine il coro si è aperto per far entrare in scena un grande “muro” sul quale erano riportate le parole “odio, egoismo, razzismo, indifferenza, discriminazione”: il muro veniva disgregato da alcuni studenti per lasciar spazio a parole di speranza.

“Crediamo, infatti, sia fondamentale mantenere la memoria e diffondere la conoscenza, affinché ciò che è stato non debba accadere mai più”.

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