E’ scattato alle 17 di oggi, giovedì 30 maggio, il presidio di protesta dei dipendenti del Mercatone Uno di Verdello, uno dei 55 punti vendita “salvati” meno di un anno fa dalla Shernon Holding fallita la scorsa settimana. Presenti, oggi, accanto ai sindacati e ai lavoratori anche i sindaci dei Comuni vicini da Silvano Zanoli (Verdellino) ai neo eletti Caterina Vitali (Ciserano) e Fabio Mossali (Verdello).

Solidarietà dalle istituzioni

“Solidarietà delle istituzioni locali ai lavoratori del Mercatone Uno dichiarato ormai fallito – ha commentato Zanoli – Verdellino e Zingonia sono dalla parte dei lavoratori e delle loro famiglie. Circa 1800 dipendenti e un indotto che coinvolge circa 10mila persone in tutta Italia.
Chiediamo un interessamento urgente da parte del governo centrale. Alcuni dei dipendenti sono di Verdellino e ritengo doverosa la mia partecipazione oggi al presidio”.

“Siamo vicini ai lavoratori che si sono trovati all’improvviso in mezzo alla strada e pagano uno scotto altissimo per gestioni finanziarie sbagliate – ha aggiunto Vitali – Il lavoro è dignità e non è corretto strapparlo così”.

“Esprimo solidarietà per queste lavoratrici – ha commentato Mossali – Il fatto che il punto vendita si trovi a Verdello mi chiama in causa personalmente ed esprimo l’augurio che si possa trovare una soluzione praticabile in breve tempo. È inaccettabile che si proceda in questo modo e che un licenziamento collettivo sia comunicato via social. E’ segno dell’imbarbarimento del tempo del lavoro”.

I lavoratori: “Vogliamo chiarezza”

Ai lavoratori non risulta pagato nemmeno il fondo Fonte (fondo pensione del commercio su cui viene versato il tfr), intanto da Roma sembrano giungere le prime notizie. Il Mise pare abbia dato disponibilità a cambiare i tre commissari dell’amministrazione straordinaria

“Vogliamo chiarezza, dobbiamo pagare un mutuo, spese e bollette – ha spiegato Maria, una delle dipendenti – Non sappiamo nemmeno se prenderemo la busta paga di maggio. Vogliamo almeno un anticipo per tirare avanti finché non si sarà chiarita la situazione”.

“Rivendichiamo la tutela dei posti di lavoro – hanno detto, tra i lavoratori, Mauro Rossi della FILCAMS-CGIL e Terry Vavassori di FISASCAT-CISL provinciali – Ancora una volta, sulle spalle dei dipendenti, si gioca una partita che ha visto un’azienda acquisire 55 punti vendita sul territorio nazionale per poi fallire dopo soli 9 mesi, senza chiarezza sulle responsabilità nella gestione. Per i lavoratori si apre, nuovamente, un periodo di profonda incertezza. Per questo chiediamo che i posti di lavoro siano tutelati e che lo si faccia con urgenza, attivando gli ammortizzatori sociali del caso, ma soprattutto che si giunga a un bando che possa veramente prevedere investitori affidabili e sostenibili”.

Al termine del presidio è iniziata un’assemblea, convocata da FILCAMS-CGIL e FISASCAT-CISL di Bergamo.

Leggi anche:  Desiderate la pace fiscale? Il tempo sta per scadere ECCO COSA FARE

Potere al popolo: “Siamo vicini ai lavoratori”

“Come Potere al popolo siamo qui a portare la nostra solidarietà – ha aggiunto Davide Canto – Lo stiamo facendo a Verdello e in tutti i presidi in Italia. Abbiamo deciso di stare a fianco dei lavoratori licenziati da Mercatone Uno e ci auguriamo che il governo prenda a cuore la situazione. Il cambio dei commissari ci preoccupa, non vorremmo che fosse solo per i fornitori, obiettivo primario devono essere i lavoratori 27 donne e 3 uomini che rischiano di rimanere a casa. Per questo oggi siamo venuti a portare non solo la nostra solidarietà siamo a disposizione dei lavoratori per qualsiasi iniziativa vogliano portare avanti nei prossimi mesi”.

TORNA ALLA HOME