Sono 53 i lavoratori che hanno perso la vita in Lombardia nel 2018 mentre svolgevano la loro mansione. Tanti, ancora troppi secondo la Cgil Lombardia, i cui dati consentono a fine anno di ricostruire un quadro preoccupante, malgrado il totale sia fortunatamente precipitato rispetto ai 94 decessi del 2017 nella nostra regione.

Treviglio maglia nera a Bergamo

In particolare sono sei le morti bianche in Bergamasca, due delle quali proprio a Treviglio: un triste record. Si tratta delle due vittime dell’esplosione all’Ecb, il giorno di Pasqua (LEGGI QUI). Nell’azienda che produce alimenti per animali da compagnia, tre operai erano intervenuti per mettere in sicurezza un essiccatore, a seguito della segnalazione della presenza di fumi. Sono morti a seguito dell’esplosione della macchina. E’ di giugno invece l’incidente di Calcinate: un ragazzo di trent’anni era morto stritolato da un trituratore di arbusti.

Morti sul lavoro 2018 Lombardia: le aree

La dislocazione geografica degli infortuni mortali sul lavoro nel corso degli ultimi dodici mesi vede penalizzata in primis il territorio dell’Ats (Azienda di tutela della salute, ex Asl) della Città metropolitana di Milano, con ben 14 decessi. Capoluogo di Regione ed ex provincia annessa, più quella di Lodi, sono non solo fra le aree più estese e popolose, ma anche quelle in cui si concentra una percentuale molto alta di luoghi di lavoro. Dieci morti sul lavoro anche nel territorio di pertinenza dell’Ats “Valpadana”, che comprende le province di Cremona e Mantova, ma anche nel territorio della Provincia di Brescia si sono registrati 9 morti. Sei decessi anche in provincia di Pavia.

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Nella foto: la tragedia della Ecb

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