Lavoro e crescita

Oltre 40mila dimissioni volontarie all’anno in Bergamasca

Secondo i dati della Cisl Bergamo, nel primo trimestre del 2026 si registrano oltre 10mila dimissioni volontarie in un mercato del lavoro in fermento.

Oltre 40mila dimissioni volontarie all’anno in Bergamasca

Nel primo trimestre del 2026, le dimissioni volontarie in Bergamasca hanno raggiunto quota 10.377, segnando un incremento di 252 rispetto allo stesso periodo del 2025. Questi dati, forniti dalla Cisl di Bergamo, delineano un contesto lavorativo decisamente “effervescente”, rispetto a dieci anni fa. Il picco delle dimissioni è stato registrato negli anni successivi alla pandemia di Covid-19.

Crescita delle dimissioni volontarie

Le dimissioni volontarie continuano a aumentare: nel primo trimestre di quest’anno, il numero di abbandoni è di 10.377, un incremento rispetto ai periodi precedenti, anche se inferiore al boom degli anni 2023 e 2024. Tuttavia, il dato rimane significativamente più alto rispetto alle abitudini lavorative di dieci anni fa. Questo trend, come evidenziato dai dati della Cisl di Bergamo, colloca la provincia ai vertici della classifica nazionale per quanto riguarda le dimissioni. Dopo un picco storico nel post-Covid, nel 2022 si sono superate le 42.000 dimissioni, con una mobilità che ha coinvolto tutti i settori. Negli anni 2023-2024, si è assistito a una lieve diminuzione, con oltre 40.000 abbandoni e un calo del -5,8% rispetto all’anno precedente. Negli ultimi due anni, la mobilità ha subito una frenata più marcata, con una diminuzione di circa il 10% su base annua, mantenendo comunque una percentuale di circa il 39% del totale delle cessazioni.

Un mercato del lavoro dinamico

Particolare attenzione merita il segmento delle lavoratrici madri, che in passato hanno mostrato un’alta incidenza di dimissioni, spesso a causa di una rete di servizi di cura inadeguata. La scelta di lasciare un impiego sicuro per perseguire progetti di vita alternativi o per cercare migliori condizioni lavorative, salari più alti e maggiore flessibilità, continua a essere una costante, con quasi il 40% delle cessazioni che deriva da decisioni volontarie.

“Bergamo rappresenta uno dei contesti occupazionali più dinamici d’Italia – spiega Luca Nieri, segretario della CISL di Bergamo -. Con un tasso di disoccupazione attorno all’1,3%, il mercato del lavoro è sostanzialmente saturo, con una domanda di personale che supera l’offerta. In questo scenario, la mobilità lavorativa non è dettata dalla mancanza di posti, ma dalla ricerca di opportunità professionali più in linea con le aspettative. Questo dinamismo porta molti lavoratori a considerare nuove opportunità, non solo per un miglioramento retributivo, ma anche per una maggiore realizzazione personale e professionale. Cresce l’interesse verso contesti organizzativi che valorizzino le competenze e offrano prospettive di crescita, favorendo un equilibrio tra vita privata e lavoro.”

Le aziende attrattive e la qualità dell’esperienza lavorativa

“Le aziende che attraggono e trattengono i talenti – continua Nieri – sono quelle che, oltre a garantire una retribuzione competitiva, investono nella qualità dell’esperienza lavorativa. Elementi come la flessibilità degli orari, le misure di conciliazione vita-lavoro, l’adozione di modelli organizzativi flessibili e opportunità di sviluppo professionale sono sempre più ricercati. Tuttavia, molte aziende mostrano rigidità su questi temi. Rispondere alle nuove aspettative dei lavoratori è un elemento distintivo che permette alle organizzazioni di affrontare le sfide di un mercato del lavoro altamente competitivo e in evoluzione.”