“Un’altra giornata di trattativa intensa, e alla fine nulla di fatto”.  Così Fisascat Cisl Bergamo, sugli esiti odierni del tavolo aperto al MISE sulla vicenda Conad – Auchan: il passaggio dal marchio francese a quello italiana di diverse decine di ipermercati in tutta Italia, compresi i tre bergamaschi di  Curno, Romano e Bolgare (Simply).

Non cambia il futuro, ma…

Ieri era l’ultimo giorno disponibile per legge per trovare un accordo per gestire il passaggio dei punti vendita. “Non cambia il futuro dei tre centri bergamaschi che entro febbraio del prossimo anno transiteranno da Auchan (ora di proprietà Conad) alle società di gestione del gruppo – dice Alberto Citerio, segretario generale di Fisascat Cisl Bergamo – Il blocco della trattativa lascia però aperte parecchie questioni che riguardano le tutele per i lavoratori che passeranno a Conad in questa prima fase e per qelli dei negozi che rimangono in capo a Auchan”.

“Rischio esuberi”

“Da parte dell’azienda c’è stata una chiusura totale – si legge in una nota nazionale citata dalla Cisl bergamasca – Vogliono lasciare agli imprenditori del consorzio mano libera sulle ristrutturazioni, con il rischio esuberi che colpirebbe i depositi e i negozi meno performanti”.
“Sostanzialmente – prosegue Monica Olivari, che per FISASCAT segue la trattativa – da parte di Conad c’è stato un no a tutti i punti più qualificanti dell’ipotesi di accordo. C’è anche l’indisponibilità a riprendere il confronto sui soli 5 punti per noi indispensabili (efficacia degli accordi per tutta la filiera Conad compresi i subaffittuari; tutela reale anche per i pochi casi di aziende non rientranti nel campo applicativo della L 300; responsabilità in solido del network per mancato rispetto di norme contrattuali e di legge; organizzazione del lavoro oggetto di intese secondi le vigenti previsioni del CIA Sma e garanzie occupazionali).

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Rottura delle trattative: ipotesi sciopero

Dopo la rottura delle trattative le categorie del commercio di CGIL CISL UIL proclameranno lo stato d’agitazione, assemblee sindacali fino a arrivare, se necessario, allo sciopero.  “Dunque, la situazione si complica notevolmente, per colpa dell’incomprensibile atteggiamento della controparte. La nostra maggior paura – concludono i sindacalisti – è che dopo aver fatto incetta dei punti vendita migliori, per i restanti si cerchino soluzioni tampone, o si abbandonino i negozi al loro destino. Per questo continueremo a cercare un accordo che tuteli i futuri passaggi, per non lasciare i lavoratori in balia di un mercato poco controllabile”.

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