Dal prossimo anno scolastico il Coding verrà insegnato anche ai bimbi dell’asilo “Madre Teresa di Calcutta” di Cavernago.

Pensiero computazionale tra i piccoli

Alla scuola dell’infanzia il Coding sarà tra le attività didattiche per sviluppare nei bambini il pensiero computazionale, ossia di programmazione. Il Comune, in accordo con la scuola “Madre Teresa di Calcutta”, finanzierà la strumentazione necessaria grazie al fondo statale per la “Buona Scuola”. L’asilo farà quindi da apripista con una programmazione tutta in divenire, essendo veramente poche le scuole dell’infanzia che lo sperimentano.

Continuità tra infanzia e primaria

A raccontare di cosa si tratta è la responsabile Stefania Taiocchi. “Ho presentato questo progetto al Comune da inserire nell’attività didattica di settembre-ottobre – ha detto – il progetto del Coding viene già sperimentato alla primaria. Per creare una continuità abbiamo quindi pensato di proporlo anche all’asilo, soprattutto per i bimbi più grandicelli”. L’utilizzo della tecnologia aiuterà a sviluppare il pensiero computazionale, il ragionamento che permette di seguire ed ideare una serie di istruzioni e comandi che permettano di raggiungere un obiettivo.

Programmazione e logica

“Noi non vogliamo certo portare i bambini al mito della tecnologia – ha chiarito la responsabile – ma vogliamo stimolare il pensiero alla programmazione, alla logica per ottenere un risultato. Questo lo si può fare sia senza strumenti sia con la Lim e con il computer. Al nido già lo applichiamo con l’uso di un reticolato di carta”. Attraverso diversi software molto semplici, i bambini impartiscono comandi direzionali a dei simpatici robot.

Leggi anche:  Concorso Acqua Amica, il Consorzio di bonifica premia 12 scuole FOTO

Al passo coi tempi

“Il personale della scuola verrà formato per utilizzare gli strumenti – ha detto la responsabile – e verranno sfruttati anche nei corsi di inglese e musica per un insegnamento più divertente che stimola il pensiero del bambino. Al nido usiamo ad esempio dei proiettori speciali che permettono, come un microscopio, di vedere i dettagli interni delle materie naturali. Oggi dobbiamo comprendere come i tempi siano cambiati e la tecnologia entri nella didattica, per questo presenterò il progetto a settembre in un incontro aperto ai genitori. Siamo consapevoli che è un progetto ambizioso”.

TORNA ALLA HOME