Brutti, spesso sono davvero brutti. E a ogni campagna elettorale tocca leggere e scrivere delle solite bagarre: manifesti abusivi, manifesti fuori posto, manifesti imbrattati, manifesti strappati, manifesti in cui un pennarello malandrino ha aggiunto qualche dettaglio non gradito, su quelle foto spesso malamente ritoccate per levare ai candidati quei dieci, quindici anni di logorio che il potere  si porta appresso. Checché  ne dicesse Andreotti.

Abolire i manifesti elettorali

Anche per questo il deputato forzista di Brignano Gera d’Adda Alessandro Sorte ha annunciato ieri un disegno di legge per abolire i tabelloni elettorali: gli spazi (previsti dal Legislatore) in cui i partiti possono affiggere i manifesti elettorali, e che come a ogni tornata elettorale sono regolamentati da precise disposizioni per garantire la par condicio.

Manifesti elettorali imbrattati

“Obsoleti e antieconomici”

”Sono diventati oramai strumentalmente obsoleti e antieconomici, in virtù del fatto che siamo assediati da mezzi tecnologici e supporti informatici che possano di gran lunga sopperire alla storica attività di fissaggio dei manifesti elettorali sui tabelloni” spiega il deputato. “Spesso e volentieri ci imbattiamo in Comuni in cui sono presenti tabelloni arrugginiti e visibilmente deteriorati: sostituirli costa e parecchio sul bilancio delle amministrazioni comunali” aggiunge.

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Un simbolo della politica

“La campagna elettorale del 1948 fu caratterizzata da uno strumento, che nel corso della storia è diventato il simbolo della politica: il manifesto” ricorda il parlamentare brignanese. “Da allora sono passati ben 71 anni e ancora oggi ci troviamo ad affiggere e sostituire i manifesti su quei tabelloni. L’abolizione dei tabelloni permetterebbe un grande risparmio economico per le casse dei Comuni e un colpo d’occhio sicuramente migliore delle città”.

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