Non si placa la polemica sull’orario di convocazione del Consiglio comunale a Fornovo San Giovanni. Ieri, giovedì, la seduta è iniziata alle 20.30 e il gruppo “Nuova Fornovo” per protesta lo ha disertato: chiedono che slitti alle 21 per problemi di lavoro di due dei suoi consiglieri.

Nuovo scontro sull’orario del Consiglio comunale

Nuovo capitolo dello scontro tra maggioranza e opposizione, il gruppo “Nuova Fornovo”, sull’orario di convocazione del Consiglio comunale. Ieri, giovedì, la seduta è stata convocata, nuovamente, alle 20,30. Orario che impedirebbe a due dei consiglieri comunali del gruppo, Giandomenico Vallimberti e Marzia Spampati, di prendervi parte per “oggettivi problemi lavorativi”. Il gruppo aveva già scritto lamentandosi al sindaco e al prefetto di Bergamo. La risposta del viceprefetto poneva un richiamo all’articolo 38, comma 7, del Decreto Legislativo 18 agosto 2000 n.267 che prevede “le sedute del Consiglio e delle Commissioni sono pubbliche salvi i casi previsti dal regolamento e, nei comuni con popolazione fino a 15.000 abitanti, si tengono preferibilmente in un arco temporale non coincidente con l’orario di lavoro dei partecipanti”.

Il gruppo di minoranza abbandona l’Aula

L’unico consigliere di “Nuova Fornovo” presente alla seduta consiliare, Donatella Leida, ha letto un comunicato prima della discussione dei punti all’ordine del giorno. La minoranza lamenta una mancata risposta alla richiesta di posticipare di mezz’ora le sedute da parte del sindaco e della maggioranza. “Non abbiamo capito se il Vostro è un atteggiamento di ripicca, una dimostrazione intimidatoria nei confronti della minoranza o la volontà di sfuggire al confronto democratico, attendiamo pertanto spiegazioni che ad oggi non sono ancora state fornite – chiosa il comunicato -. Il fatto di non ottemperare alla normativa dimostra la Vostra arroganza e il mancato senso delle Istituzioni che, per altro, dovreste rappresentare e tutelare”. E ancora: “Ribadiamo che seguiremo le procedure a nostra disposizione per portare a conoscenza i cittadini, il prefetto, le istituzioni e i mezzi d’informazione locali su quanto sta succedendo a Fornovo – ha dichiarato Leida -. Per questi motivi chiedo che venga messa a verbale la mia presenza con la dichiarazione di non partecipazione alla seduta consiliare odierna”.

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Il sindaco ha scritto al prefetto

Il sindaco Gian Carlo Piana ha risposto all’invito del viceprefetto di Bergamo con una lettera in cui sottolineava “che la richiesta del gruppo di minoranza Nuova Fornovo, seppur presentata formalmente, appare tuttavia priva di oggettive giustificazioni scritte a supporto che impediscano in maniera costante e continua la partecipazione all’orario di convocazione. La maggioranza dei Consiglieri Comunali, interpellata in merito, ha manifestato la propria preferenza alla convocazione dei Consigli Comunali alle ore 20.30, orario peraltro storicamente rimasto invariato”. Poi un’apertura alle richieste della minoranza. “Si precisa che, a fronte di future pezze giustificative provenienti dal datore di lavoro dei consiglieri in questione, si cercherà di trovare una soluzione che tenga conto delle stesse e che sia condivisa dalla maggioranza dei membri”.

Botta e risposta a fine Consiglio

Della lettera al prefetto, scritta il 26 novembre scorso dal sindaco Piana, il gruppo Nuova Fornovo è venuto a conoscenza solo ieri mattina. “Non essendoci pervenuta alcuna notifica ufficiale non abbiamo potuto produrre i documenti richiesti, pertanto aspettiamo una risposta scritta”, aveva dichiarato Donatella Leida, prima di sedere tra il pubblico. Al termine della breve seduta consiliare, però, il primo cittadino ha replicato a Nuova Fornovo. “Siete voi in difetto – ha sbottato Piana – L’assenza (di un consigliere, ndr) va giustificata per iscritto. Non avete mai giustificato la difficoltà oggettiva a partecipare alle sedute. Non si può, sulla base del nulla, mancare alle sedute che sono un dovere dei consiglieri comunali. Tutti abbiamo problemi di lavoro, ma non li abbiamo tutti i mesi. La vostra sembra una scusa per non partecipare al Consiglio”. Leida, che aveva chiesto espressamente una risposta scritta dal sindaco, è uscita dalla sala senza ascoltare le parole del primo cittadino.

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