Asilo Aresi, è di nuovo polemica. L’istituto, da lungo tempo in crisi, è ancora motivo di rottura tra i membri del Consiglio comunale.

Asilo Aresi, l’attacco della minoranza

A riportare al centro del dibattito la scottante questione è stato il consigliere di minoranza Noemi Galimberti che con un’interpellanza «record», di ben nove pagine, ha cercato di mettere alle strette il sindaco Beatrice Bolandrini ed il suo team sul contributo pubblico alla scuola. “Nessuno nega che sia giusto dare un contributo all’istituto – ha spiegato la Galimberti – la vera domanda però è: esiste un limite?”.

Un asilo utile ma a che prezzo?

In sostanza il gruppo di minoranza “Progetto Comune Brignano” riconosce l’utilità dell’asilo per il paese, anche in virtù della sua storia. Infatti da circa cent’anni l’asilo Aresi è un punto di riferimento per i bambini di Brignano. Ciò che invece sarebbe da discutere è la quantità di denaro pubblico che viene elargita come contributo in sostegno all’asilo. La Galimberti ha portato sul tavolo del Consiglio i dati degli ultimi stanziamenti, mostrando come nonostante il numero dei bambini iscritti sia negli anni nettamente calato, la cifra è cresciuta progressivamente. Aumentando così il finanziamento pro-capite per ogni bambini frequentante l’asilo.

Eccessivo il fondo procapite

“A dicembre del 2017 – ha continuato – era stato stabilito un contributo a favore dell’asilo pari 282mila euro suddiviso per tre annualità. Quest’anno gli iscritti sono 58 (di cui 43 residenti). In questi anni il rapporto tra funzione pubblica della scuola materna e rilevanza del contributo concesso dal Comune è divenuto inversamente proporzionale. Ovvero meno iscritti vi sono (in particolare figli di famiglie residenti brignanesi) più aumenta il denaro pubblico che viene riversato a favore di un ente privato. Dal 2013 al 2018 si è passati da 143 a 58 iscritti”.

Quadruplicato il fondo

“Tuttavia l’Amministrazione, anziché ridurre il contributo in funzione del numero degli iscritti – ha detto la Galimberti – lo ha moltiplicato in modo esponenziale da 60mila euro nel 2013 a 94mila nel 2018. Facendo i conti, nel 2013 per ogni bambino il Comune versava un contributo pari a 419 euro, mentre in virtù della convenzione oggi in vigore questo rapporto è passato a 1.620 euro, quindi è quadruplicato”.

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Soldi per risanare il debito?

Vista la situazione in cui langue l’istituto, notoriamente da anni in crisi, il timore della minoranza è che in realtà quei soldi serviranno a ripagare il debito e non in realtà a sostenere il servizio di istruzione e calmierare le rette. “La convenzione da poco approvata può essere considerata esclusivamente sotto l’aspetto di una scelta politica? – ha concluso Galimberti – ignorando il contesto entro il quale si devono invece muovere le parti, soggetto privato e Amministrazione pubblica? Secondo noi no, perché prima di tutto viene il rispetto dei procedimenti, delle leggi e delle normative”.

La replica

Il sindaco Beatrice Bolandrini non ci sta alle accuse lanciate dalla minoranza. “E’ pur vero che si tratta di una scelta politica – ha spiegato – il Bilancio è in salute e noi come amministratori che crediamo in una struttura che esiste da più di cent’anni e vogliamo dare un contributo per il suo sostentamento. Il che non significa che il Comune sta pagando i debiti della Fondazione. Perché come è stato ricordato dall’opposizione la convenzione stabilisce un contributo di poco più di 280mila euro spalmato in tre anni”.

“Non stiamo ripagando il debito”

“Se volessimo ripagare il debito allora vuol dire che il debito è pari a quella cifra quando non è così – ha aggiunto il sindaco – In realtà se con minori iscritti la cifra procapite si alza è proprio perché le spese come stipendi, riscaldamento, corrente e simili restano invariate. Quindi con minori iscritti ci sono minori entrate. Ciò non significa ripagare il debito, significa anzi dare dei contributi affinché una struttura che crediamo essere utile e centrale per il paese possa rimanere in vita”.

Una posizione di vantaggio

Inoltre a sostenere la regolarità degli interventi da parte dell’Amministrazione è intervenuta anche il segretario comunale che con una risposta tecnica ha spiegato che la convenzione stipulata non va contro la norma. “Noi partiamo da una posizione avvantaggiata – ha concluso la Bolandrini – perché da sempre siamo stati chiari sul tema Aresi”.