Elezioni amministrative 2018. Vittorino Verdi, già candidato sindaco per “Impegno in Comune” cinque anni fa, ha annunciato la preparazione di una squadra.

Elezioni amministrative

Dopo due anni di silenzio, irrompe sulla scena politica capriatese. Torna a parlare l’ex candidato sindaco della lista «Impegno in Comune» Vittorino Verdi che, a pochi mesi dalle elezioni amministrative ha voluto far sapere alla cittadinanza che lui ci sarà anche se, molto probabilmente, con un altro ruolo. In questo periodo lontano dalla scena politica Verdi non è rimasto con le mani in mano ma si è dato da fare per creare un gruppo che sarà in corsa per il voto di primavera che determinerà il nuovo sindaco e il Consiglio che guideranno Capriate per i prossimi cinque anni.

Prima la competenza

“I tre anni trascorsi in Consiglio mi hanno permesso di capire a fondo le dinamiche della politica del nostro Comune e posso dire di aver sempre fatto una opposizione costruttiva e di aver sempre mantenuto quanto avevo promesso – ha spiegato –  Dopo tre anni mi sono dimesso per permettere a un’altra persona di fare esperienza, ho appoggiato tutte le proposte della maggioranza che andavano a vantaggio delle comunità, e abbiamo fatto le nostre osservazioni al protocollo d’intesa sulla riqualificazione di Cresp e al documento di scooping sulla riqualificazione della fabbrica”.
Verdi e preparando il suo gruppo che nelle intenzioni dovrà brillare proprio per le competenze, ha posto due principi fondamentali. “Credo che non si debba criticare quanto fatto dalle Amministrazioni precedenti, questo spetta eventualmente al giudizio della gente – ha osservato – Così come ritengo che non si debba sparlare degli altri candidati”.

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Professionalità in campo

Nel comporre la sua squadra Verdi ha puntato su alcune professionalità che ritiene indispensabili.
«Ci vuole gente che voglia mettersi in gioco e metterci la faccia – ha commentato – Serve la figura di un legale e quella di un esperto in edilizia. Nel gruppo c’è anche un grosso imprenditore della zona che non è un costruttore. Non credo che sia necessario fare un programma elettorale molto vasto, ma basta indicare quei quattro o cinque interventi che servono e attuarli. E’ finito il tempo delle parole, le cose bisogna farle”.