Il Comune di Treviglio assumerà direttamente la gestione dello stadio “Zanconti” per i prossimi due anni. Dopo il tentativo fallito di individuare un gestore unico per lo stadio e il centro sportivo “Mazza”, che avrebbe dovuto unire le forze delle società sportive locali, l’Amministrazione ha deciso di riportare entrambi gli impianti sotto il controllo pubblico.
La gestione comunale dello stadio
Il sindaco Juri Imeri ha specificato che la scelta della durata biennale è stata effettuata in vista delle prossime elezioni amministrative, per non influenzare le decisioni della futura Giunta. Tuttavia, l’opposizione ha sollevato dubbi sull’efficacia di questa gestione unitaria, evidenziando il fallimento della proposta di unione.
“Riteniamo che gli impianti debbano essere gestiti separatamente, poiché hanno finalità diverse – ha dichiarato Erik Molteni del Pd – La Trevigliese era disponibile a farsi carico dello stadio a proprie spese, ma la proposta è stata respinta. La gestione separata è più efficiente e continueremo a criticare questa scelta. Separare i due affidamenti è la migliore soluzione”.

Critiche e costi per i cittadini
La capogruppo del Pd, Matilde Tura, ha espresso il suo disappunto riguardo alla situazione, rilasciando un comunicato stampa alla fine della seduta consiliare.

“Il bando per la gestione dello stadio Zanconti è fallito e ora il Comune si fa carico dei costi, con una delibera che prevede entrate per 43 mila euro e uscite per 70.200 euro, generando un deficit di circa 54 mila euro in due anni. Ci chiediamo quali siano state le carenze della proposta ricevuta, poiché è evidente un fallimento amministrativo e una mancanza di dialogo con le realtà associative locali. Lo sport a Treviglio merita trasparenza e una gestione che valorizzi le società del territorio, non decisioni che ricadono sulle spalle dei cittadini”
La risposta del sindaco

“Il Comune avrebbe comunque sostenuto dei costi, anche con un gestore esterno. È stato confermato da una delle società interessate che servivano almeno 100 mila euro di contributo comunale per una gestione adeguata. Chi afferma il contrario non comprende i costi associati agli impianti. I 27 mila euro annui previsti rappresentano solo la differenza tra le tariffe calmierate per le società sportive locali e il mantenimento del servizio”.