“Il progetto dell’autostrada Treviglio-Bergamo ha ricevuto delle migliorie grazie alle nostre osservazioni, ma restano comunque diverse criticità”. Durante una conferenza stampa svoltasi mercoledì 15 luglio 2026, il Pd di Treviglio ha fatto il punto sul progetto del collegamento veloce con il capoluogo, ribadendo la propria contrarietà all’opera e sottolineando la necessità di una “vera riflessione politica sulla sostenibilità del progetto e sulle possibili alternative”.
Le modifiche al progetto
La conferenza è stata organizzata in collaborazione con i circoli del Pd di Dalmine e Boltiere, comuni che, insieme a Treviglio, sostengono il progetto.
“Grazie alle osservazioni presentate nei mesi scorsi, il progetto nel tratto trevigliese dell’autostrada ha subito alcune modifiche – ha affermato la capogruppo dem in Consiglio comunale Matilde Tura – Tra le richieste accolte, la prima riguarda la Valle del Lupo, dove è stata eliminata la maxi trincea a cielo aperto di 90 metri per 60 prevista nel progetto originario. Questa è stata sostituita da un collegamento sotterraneo tra le gallerie in corrispondenza delle rogge Vailata e Vignola, riducendo così l’impatto ambientale in uno degli ambiti più delicati del territorio. Inoltre, il cantiere non sarà più nel cuore della Valle del Lupo, ma spostato più a nord, permettendo così un accesso diretto dei mezzi pesanti dall’infrastruttura in costruzione, evitando il passaggio attraverso la Geromina, davanti ad abitazioni e scuole. Sono modifiche positive, ma non cambiano il giudizio complessivo sul progetto.”
Le criticità persistenti
Nonostante le migliorie, secondo Tura, il progetto presenta ancora troppe problematiche. Una di queste è lo svincolo nord di Castel Cerreto, che continua a causare un forte impatto paesaggistico e a interrompere la viabilità locale. Anche la soluzione proposta in via Contessa Piazzoni risulta insufficiente: la copertura dell’autostrada è limitata e la trincea rimane a cielo aperto alle estremità.
“Non riceviamo risposte adeguate sulla tutela delle attività agricole – ha continuato Tura – Il progetto continua a considerare il territorio agricolo solo in termini di metri quadrati di suolo sottratti, trascurando gli effetti della frammentazione e le conseguenze per le aziende. Inoltre, non è stato chiarito come si intenda affrontare il rischio di contaminazione da cromo esavalente, presente nell’area a nord di Treviglio. Mancano infine indicazioni sul ripristino del sedime storico della Roggia Vignola, un manufatto idraulico di proprietà del Comune di Treviglio da 700 anni.”
La segretaria del circolo cittadino del Pd, Mariagrazia Morini, ha sollevato il tema dello svincolo di Treviglio Ovest, che nel progetto è previsto con un sovrappasso alto circa 5 metri.
“La soluzione progettuale attuale deve essere valutata non solo in termini funzionali, ma anche rispetto alla percezione del paesaggio lungo la SS11, all’inserimento nel contesto agricolo e alla qualità dell’accesso occidentale a Treviglio”, ha evidenziato Morini.
Un consenso costruito?
Il recente sondaggio Ipsos, che indica che il 72% degli intervistati sarebbe “non contrario” all’autostrada Treviglio-Bergamo, è stato oggetto di critiche.
“È un peccato – ha commentato Erik Molteni, futuro candidato sindaco del centrosinistra – che su 1.400 interviste solo 260 riguardano residenti dei comuni realmente coinvolti. Un campione diluito con province lontane addolcisce il dato. La stessa ricerca mostra che il 73% dei residenti nei comuni del tracciato sa poco o nulla del progetto. Si sta cercando di costruire un consenso che non esiste.”
Molteni ha inoltre messo in discussione la sostenibilità finanziaria dell’opera.
“Si tratta di 560 milioni di euro, di cui 146 milioni a fondo perduto da risorse pubbliche, sottratti a sanità, trasporto locale e manutenzione del territorio – ha sottolineato – e, considerando lo scenario di stress citato dai proponenti, i costi di costruzione potrebbero aumentare del 44% e quelli operativi del 20%. Questo progetto non si regge sulle proprie gambe. Un’opera che dopo due decenni è ancora in continua revisione non è mai stata matura, né i costi definitivi sono chiari. È un’ulteriore ragione per dire no a un progetto che non ha ancora dimostrato la propria tenuta. Il tracciato viene presentato come ‘avanzato’, ma resta una nuova autostrada su territorio agricolo: 99 ettari sottratti o interferiti, 50 aziende agricole coinvolte e 7 in modo grave. Le gallerie alla Valle del Lupo sono state ridotte da due a una per limitare l’impatto: un’ammissione implicita che il progetto originario non tutelava sufficientemente l’area.”
“Di fronte a tutte queste criticità – ha concluso Molteni – la nostra posizione è chiara: siamo contrari a questo progetto, così come è stato costruito e presentato fino a oggi. Non si tratta di un’opposizione ideologica, ma è il risultato di un’analisi puntuale dei fatti: un’infrastruttura di questo impatto e di questo costo, imposta senza un vero percorso partecipativo, che sacrifica territorio agricolo e risorse pubbliche senza garanzie solide sui benefici promessi, non merita il nostro consenso.”