È in corso un acceso scontro tra il sindaco Claudio Bolandrini e l’ex assessore Juri Cattelani a seguito dell’annuncio delle dimissioni di quest’ultimo, previsto per il primo maggio, comunicato ieri, giovedì 23 aprile, sul Giornale di Treviglio. Oggi pomeriggio, è stato reso pubblico l’atto di ritiro della nomina di assessore comunale.
Il sindaco sfida Cattelani
Il sindaco non accetta di essere etichettato come un politico dal carattere difficile e, dopo il clamore sollevato dalla lettera dell’ex assessore, chiarisce la situazione.
“In primo luogo, nel mio primo mandato non ci sono state dimissioni – ha affermato – ho sfiduciato io Mara Carminati, mentre Pierluigi Lanzeni, Federica Banfi e Francesco Merisio non si sono ricandidati. Nel secondo mandato, Claudia Ariuolo si è dimessa per motivi personali e adesso ho ritirato la nomina a Cattelani”.
L’atto pubblicato oggi contiene accuse severe nei confronti dell’ex assessore.
“Con determinazione del responsabile del servizio del 31 marzo, l’assessore Cattelani ha effettuato una scelta politico-strategica riguardante l’affidamento diretto del servizio di consulenza e progettazione per la candidatura della città di Caravaggio a ‘Capitale italiana del libro’, senza alcuna condivisione con la Giunta, gli assessori e il sindaco. Tale scelta ha comportato una spesa di ottomila euro più IVA al 22%, per un totale di 9.760 euro, e l’impegno di riconoscere un importo pari al 10% del contributo erogato in caso di aggiudicazione del bando”.
Secondo le accuse, l’assessore avrebbe agito autonomamente, escludendo la Giunta dalle decisioni.
“Già nel mese di marzo, senza il consenso della Giunta, l’assessore ha inviato richieste di sostegno per la candidatura a numerose realtà e associazioni nel campo della cultura e dell’istruzione, senza che ci fosse una valutazione sulla fattibilità finanziaria da parte degli uffici competenti. La Giunta ha appreso della decisione dell’assessore attraverso un settimanale locale, il Giornale di Treviglio (ndr.), il 10 aprile, riguardo alla sua intenzione di impegnare l’attuale Amministrazione in un progetto ambizioso e economicamente rilevante, non previsto nel mandato del 2021”.
La sequenza degli eventi è stata chiarita nel decreto.
“Nella seduta di Giunta del 9 aprile 2026, Cattelani ha presentato un’informativa riguardante la ‘Partecipazione del comune di Caravaggio al bando ministeriale Capitale italiana del Libro 2027 e al Bando regionale Innovacultura 2026’, senza fornire dettagli sul progetto e senza allegare il dossier di candidatura, di cui ha dichiarato di essere ‘ideatore’. Solo il 15 aprile la Giunta ha potuto valutare il dossier, richiesto dal sindaco alla responsabile della biblioteca ‘F. Banfi’”.
Informata del progetto, la Giunta ha espresso parere negativo il 16 aprile.
“La Giunta ha bocciato il progetto a causa della mancanza di coinvolgimento degli assessori e del sindaco, considerando le risorse economiche e umane necessarie come non previste nel mandato amministrativo. Inoltre, il piano economico è risultato insostenibile per la città, richiedendo 250.000 euro di compartecipazione e 65.000 euro da sponsor privati, contro un contributo di 500.000 euro. La tempistica dell’assegnazione del contributo, prevista per l’autunno del 2026, è incompatibile con il bilancio di mandato. Le azioni del progetto avrebbero dovuto iniziare nel 2027, durante il ‘semestre bianco’”.
Il 17 aprile, la Giunta ha unanimemente espresso un parere contrario alla proposta.
“L’amministrazione deve lavorare per il bene della città, non per ambizioni personali”
La sfiducia espressa da Bolandrini è incisiva, definendo Cattelani come un giovane in cerca di successi personali a scapito della comunità, e avverte sulla possibilità di azioni legali.
“Dopo aver constatato la sfiducia dell’intera Giunta verso la condotta amministrativa dell’assessore Cattelani e l’impossibilità di continuare a lavorare in un clima di fiducia reciproca, si conclude il decreto con il ritiro immediato di tutte le deleghe conferite all’assessore. Il sindaco e gli assessori si riservano di proteggere la città e il loro operato in caso emergano illegittimità o danni all’immagine dell’ente”.