A un anno dalle prossime elezioni comunali, l’assessore alla Cultura, al Turismo e al Commercio Juri Cattelani abbandona la Giunta di Caravaggio, lasciando il sindaco Claudio Bolandrini a fronteggiare un nuovo terremoto politico. La situazione si complica ulteriormente dopo l’uscita del Pd dalla maggioranza e il passaggio del sindaco nell’area dei forzisti di Alessandro Sorte.
Le dimissioni di Cattelani
“Non posso dare il massimo, è un anno impegnativo”, ha dichiarato Cattelani, considerato per lungo tempo uno dei luogotenenti di Bolandrini e un possibile successore. Le sue dimissioni, che verranno ufficializzate la prossima settimana, rivelano un contesto di malumori e incomprensioni, accentuati dal cosiddetto “caso Tura” e dal viraggio politico del sindaco verso il centrodestra.
La scelta di lasciare ora potrebbe sorprendere, ma si può interpretare come una presa di posizione contro un sindaco che limita la visibilità dei suoi collaboratori. Cattelani ha espresso ambizioni per il futuro, ma non sembra contare sul sostegno di Bolandrini, il quale ha già dichiarato che i suoi principali interlocutori saranno il presidente Carlo Mangoni e i consiglieri che hanno garantito la prosecuzione del mandato.
Il cambiamento politico del sindaco ha messo a dura prova i rapporti all’interno della Giunta – composta principalmente da ex membri del Pd – e in Consiglio comunale, evidenziando un problema di incompatibilità caratteriale. Bolandrini, descritto come un leader “ingombrante”, ha difficoltà a tollerare che i suoi collaboratori emergano pubblicamente. In due mandati, le Giunte del sindaco hanno visto partire quattro assessori (Mara Carminati, Pierluigi Lanzeni, Federica Banfi, Francesco Merisio) e tre consiglieri (Elisa Gatti, Enrico Premoli, Ilaria Bena), in un clima di polemiche mediatiche. Anche le dimissioni di Claudia Ariuolo, presentate per motivi personali, potrebbero celare un retroterra politico legato alla disputa con il Pd.
Un arrivederci in vista delle comunali 2027
Cattelani, nel suo ritiro, fa intendere che l’atmosfera in Municipio è tesa, e si prepara per le prossime elezioni.
“Non chiudo la porta alle spalle: è un arrivederci. Metterò la mia esperienza e competenze a disposizione di chi avrà un progetto serio per Caravaggio. Capirò come contribuire all’inizio del 2027”.
È interessante notare che Cattelani non esclude a priori il progetto del civismo di Bolandrini. A maggio si prevede un nuovo rimpasto di Giunta, e resta da vedere chi prenderà il posto dell’assessore dimissionario.
La lettera di dimissioni
“Il 2026 sarà un anno impegnativo, e non è giusto continuare se non posso dare il massimo”, scrive Cattelani. “C’è malinconia, ma ho atteso di concludere progetti importanti che lascio alla città. Caravaggio ha potenzialità inespresse, è tempo di agire. Ho cercato di dimostrare che non siamo una città dormitorio. Tra i risultati, l’aumento delle iniziative culturali e un bando per i Distretti del Commercio. La nostra biblioteca è ora un esempio di modernità. Spero che la prossima amministrazione si prenda a cuore il centro civico e le questioni relative ai giovani. Ringrazio tutti coloro che hanno collaborato con me e i cittadini che ho cercato di ascoltare e servire al meglio delle mie possibilità. Saluterò i colleghi durante il Consiglio in cui verranno comunicate le mie dimissioni”.