Bolandrini da Brignano, Ghilardi da Morengo, Malanchini da Spirano, Pirovano da Misano, Bagini da Ciserano e – sorpresa – Riva da Arzago: sei sindaci candidati alla conquista di sei poltrone, a Milano o a Roma. Saranno ricordate probabilmente come le elezioni «dei sindaci», nella Bassa, quelle del 4 marzo. Perché difficilmente si ricordano tanti primi cittadini in lizza per le Regionali e le Politiche, in zona.

Due donne per Forza Italia

Ormai praticamente certa la composizione della lista di Forza Italia, che nella lista bergamasca per le Regionali schiererà praticamente solo primi cittadini, insieme all’assessore regionale Alessandro Sorte. Tra questi, spiccano due nomi di peso per la Bassa: due «outsider» che si sono avvicinate da poco agli azzurri ma vantano entrambe un importante seguito rispettivamente attorno a Treviglio e Romano. La prima è Beatrice Bolandrini, di Brignano come Sorte. I due sono stati anche compagni di Giunta, sindaco il leghista Ferri, fino al 2009. Poi fu guerra fredda per qualche anno, fino a che le loro strade si sono riunite dopo le ultime amminsitrative. La seconda è Alessandra Ghilardi di Morengo, che ha incassato l’appoggio del (litigiosetto ma importante) circolo romanese.

In casa Lega…

Spostandosi in casa Lega, è dato praticamente per già candidato per il consiglio regionale Giovanni Malanchini, sindaco di Spirano, che da responsabile nazionale degli Enti locali per il Carroccio, ha lavorato parecchio in questi ultimi anni per saldare rapporti e alleanze anche molto fuori dai confini della Provincia. Sarebbe invece intenzionata a tentare la scalata al Parlamento la sindaca di Misano Daisy Pirovano, sulle orme del padre Ettore. Per la sindaca 40enne, l’ipotesi è Montecitorio. Con lei, tra i bergamaschi, ci sarebbero Cristian Invernizzi, già onorevole di Arcene, e Claudia Terzi, di Dalmine. I tre nomi sarebbero nella rosa di quelli trasmessi dal Direttivo provinciale all’indirizzo di via Bellerio, per la scrematura finale affidata a Matteo Salvini. In bilico invece la riconferma del senatore verdellese Giacomo Stucchi, che al Congresso di marzo si era schierato contro il Capitano e a favore di Gianni Fava.

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Bagini e Riva per il Pd

Ma anche nel Pd sono i sindaci a tenere banco. Per le Regionali infatti ha sciolto mercoledì sera le riserve Enea Bagini, il borgomastro di Ciserano. A chiedere a Bagini la disponibilità a entrare in un’eventuale lista non era stato il partito, la chiamata era arrivata direttamente da Giorgio Gori, che aveva conosciuto alla Leopolda, a Firenze. «Mi ha fatto molto piacere perché credo che questo sia il riconoscimento per il lavoro svolto in questi anni sul territorio» ha detto Bagini.

Niente più Giunta

Qualora venisse eletto Bagini dovrebbe rinunciare al proprio mandato di sindaco. «Ma dato che siamo a fine mandato – ha spiegato Bagini – il mio posto verrebbe preso dal vicesindaco fino alla prossima tornata elettorale prevista per il maggio del 2019. Potrei ricandidarmi anche a Ciserano, mi piacerebbe, per continuare ad essere utile al mio paese, ma non vorrei più essere in Giunta. E’ giusto che si facciano avanti altre persone che hanno voglia e competenze per crescere».  Il coordinamento Geradadda ha invece proposto Graziano Pirotta e Mara Carminati.

E’ inoltre di poco fa la notizia che anche Gabriele Riva, sindaco di Arzago, è in ballottaggio per le politiche. Insieme a lui, il circolo Pd della Geradadda ha proposto alla Segreteria nazionale per la creazione delle liste il trevigliese Francesco Lingiardi e il deputato uscente del Pd Beppe Guerini.