Parcheggio del Santuario, il sindaco Claudio Bolandrini “denuncia” alla Corte dei conti il suo predecessore e in aula scoppia la bagarre, con tanto di “giallo della manina” sul caso “Liolà”.

Liolà, si va alla Corte dei conti

Sarà la Corte dei conti a stabilire se il Comune di Caravaggio sia o meno stato danneggiato economicamente dall’Amministrazione di Giuseppe Prevedini, rea secondo l’attuale maggioranza di non aver agito con sufficiente determinazione per incassare i 161mila euro di crediti non riscossi della società Liolà, la società  che per otto anni, dal 2008 al 2016, ha gestito il parcheggio comunale a pagamento del Santuario.

Ipotesi danno erariale

Un comportamento “lassista” nei confronti del gestore, che secondo l’attuale Amministrazione potrebbe aver causato un danno erariale. “Nessun danno” rassicura invece Prevedini, che pure ha presentato una mozione per fare chiarezza sulle carte, senza tuttavia coinvolgere la Magistratura. La palla va ora a Milano: il Consiglio ha infatti approvato una mozione firmata dai due gruppi di maggioranza, che chiede al sindaco Bolandrini di raccogliere i documenti sul caso Liolà e di sottoporli ai giudici contabili.

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La mozione e la “manina” di Di Maio

Ma nel frattempo proprio sulla mozione si è giocato un piccolo teatrino. Chi l’ha scritta davvero? Ve la ricordate la “manina” di Luigi Di Maio? Potrebbe essere tornata in azione.

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