C’è preoccupazione tra i produttori bergamaschi di verdure quarta gamma per l’ultima proposta fiscale relativa alla plastic tax contenuta nella manovra del Governo. E’ quanto afferma Coldiretti Bergamo nel commentare l’ipotesi del provvedimento che rischia di colpire settori produttivi determinanti del Made in Italy dal latte alla carne, dalla frutta alla verdura, ma che andrebbe a gravare in particolare sulle insalate pronte in busta, un prodotto consumato da quasi 20 milioni di famiglie italiane che dà vita a un segmento produttivo importante per l’agricoltura provinciale.

Coldiretti: “No a misure punitive”

“Riteniamo sia di fondamentale importanza ridurre la plastica – afferma Alberto Brivio, Presidente di Coldiretti Bergamo – ma riteniamo anche che questo obiettivo vada perseguito nell’ottica di una visione strategica di ampio respiro, con incentivi premianti per lo sviluppo e la ricerca piuttosto che con misure punitive soprattutto perché per alcune categorie di prodotto non ci sono al momento alternative. Cosi come impostata la plastic tax favorisce di fatto chi produce all’estero e vende in Italia. Si colpiscono settore produttivi strategici, senza arrivare comunque a nessun risultato utile”.

Sì alla lotta contro la plastica

“Investiamo da diversi anni nella ricerca di materiali di confezionamento sostenibili alternativi alla plastica – spiega Marco Bertoli dell’azienda Mioorto di Carobbio degli Angeli, leader nella produzione di verdure quarta gamma -; non si tratta di una ricerca facile, i materiali di confezionamento che utilizziamo oggi sono in grado di garantire qualità salubrità e durabilità alle nostre insalate. Le nuove soluzioni alternative alla plastica che stiamo per proporre ai clienti non sono ancora impiegabili su tutta la gamma dei nostri prodotti, ma rappresentano una prospettiva concreta”.

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Bertoli spiega che negli ultimi anni la sua azienda ha diminuito in modo importante tutti gli spessori dei materiali plastici in uso, riducendo notevolmente il consumo generale di plastica. “Dopo aver sostenuto importanti investimenti nel processo di confezionamento e nella ricerca dell’innovazione, riteniamo ingiusto dover subire anche una tassa sulla plastica. Questa ulteriore balzello determinerà in breve tempo un incremento dei costi di produzione che sommati agli incrementi dei costi energetici e di trasporto finiranno inevitabilmente per generare un aumento di costo sul consumatore finale”.

A pagare saranno produttori e consumatori

Anche per Coldiretti Bergamo è reale il rischio che il costo venga scaricato sugli anelli più deboli della filiera: da una parte sugli agricoltori ai quali verrà chiesto di ridurre ulteriormente i margini di reddito e dall’altra la tassa andrà a colpire i consumatori finali e l’alimentare che è la principale voce di spesa delle famiglie con 244 miliardi di euro all’anno.