“Nessuna persona è illegale”, così Rifondazione Comunista di Bergamo ha commentato la decisione di scendere in piazza, oggi pomeriggio a Milano, per protestare contro il vertice tra il Ministro dell’Interno Matteo Salvini e il primo ministro ungherese Viktor Orban. Il presidio, indetto dalle associazioni antirazziste-antifasciste, si terrà in piazza San Babila a Milano oggi pomeriggio dalle 17 alle 20 mentre sarà in corso il vertice tra i due politici.

“Vogliamo le dimissioni di Salvini”

“Ribadiremo con forza il nostro rifiuto del razzismo e della xenofobia e la richiesta di dimissioni immediate del ministro degli Interni Salvini, dopo l’indegno sequestro dei/delle migranti della Diciotti – si legge in un comunicato firmato dal segretario provinciale Francesco Macario – Ribadiremo la nostra opposizione sia all’Europa ordo-liberista di Bruxelles, sia a quella razzista ed identitaria di Visegrad di cui Orban e Salvini sono tra i massimi esponenti”.

“Dal Governo solo proclami roboanti”

“Il governo gialloverde, dopo aver promesso mari e monti, si sta caratterizzando per una ferocia inaudita verso i migranti. Nulla è ancora stato fatto sulle politiche sociali promesse: altro che abrogazione della legge Fornero o reddito di cittadinanza sociale di cui ci sarebbe bisogno. Altro che revoca delle concessioni autostradali o nazionalizzazione delle autostrade. Molti proclami roboanti e poi avanti più o meno come prima, tanto che in questo momento di crisi della politica, Salvini e Di Maio risultano perfettamente funzionali ai piani alti della società e al rafforzamento di una situazione sociale particolarmente negativa e senza speranze per tutte le categorie meno abbienti”.

“Serve una mobilitazione sociale”

“Per questo riteniamo che insieme alla mobilitazione antirazzista e alla ribellione etico politica, sia indispensabile ricreare uno spazio di mobilitazione sociale in tema di salario, pensioni, sanità, scuola, diritti del lavoro, diritti sociali: un grande spazio che abbia la capacità di parlare e di dare risposte ai ceti popolari, calpestati in tutti questi anni dai governi di centrodestra e centrosinistra che si sono succeduti, e di contrastare la campagna di distrazione di massa promossa ossessivamente dal governo in carica.
Unire la lotta antirazzista alla lotta sociale e del lavoro è quindi fondamentale per battere questo governo e riaprire una prospettiva di reale cambiamento del Paese. Una lotta che riunisca le classi lavoratrici e i ceti popolari al di là del colore della pelle e delle provenienze geografiche”.

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