Matteo Salvini si è presentato a Spirano in qualità di Ministro delle Infrastrutture e Trasporti durante la serata conclusiva della Festa della Lega della Bassa Bergamasca, un evento che ha messo in luce le difficoltà attuali del partito.
Accoglienza e atmosfera tra i militanti
Il segretario federale è stato accolto con entusiasmo al Palaspirà, ma la serata ha rivelato una sensazione di nostalgia rispetto ai tempi passati. Prima dell’arrivo di Salvini, il locale era quasi vuoto, e anche durante il suo intervento sono stati notati diversi posti liberi. Un volontario ha commentato: “E’ venuto un po’ meno l’entusiasmo”. La presenza di Roberto Vannacci, che aveva concluso a Roma la costituente di Futuro Nazionale, ha reso l’atmosfera ancora più complessa. Nonostante ciò, Salvini ha cercato di riportare l’energia, salutando calorosamente i presenti e scattando selfie con loro. Dopo una cena veloce, si è esibito in un arringa che ha trasformato in un vero e proprio “One Man Show”, affrontando numerosi temi di attualità.
Attacchi ai disertori e focus sulla sicurezza
Salvini ha iniziato il suo intervento attaccando i “traditori” del partito, affermando: “Per un parlamentare che esce dal partito per salvare la poltrona, mi tengo strette le migliaia di militanti, che non sono in vendita neanche per mille poltrone!”. Ha espresso disappunto per chi, fino a poco tempo fa, sosteneva il governo e ora cambia posizione. Dopo aver accolto il nuovo segretario della sezione spiranese, Matteo Ambrosini, ha spostato il discorso sulla sicurezza, ribadendo la necessità di affrontare i problemi legati all’immigrazione e alla criminalità.
“Venendo qui son passato da Zingonia, e ricordo che lì siamo stati noi ad abbattere i palazzi pieni di clandestini, spacciatori e prostitute, che sembrava di essere nel quarto mondo. I nostri prossimi obiettivi riguardano le comunali di Milano e le politiche del prossimo anno, mentre la priorità, come sempre, è la sicurezza, perché senza sicurezza non esiste nulla”.
Salvini ha continuato a discutere di permessi di soggiorno e responsabilità civile per i magistrati, sottolineando l’importanza di un sistema giuridico equo.
Posizione sulla guerra e appello alla pace

Non sono mancati riferimenti alla politica estera, con una critica alla gestione dei conflitti internazionali:
“A me non importano Putin, Zelenski, Trump, Netanyahu o l’Iran. Mi interessa che tutti lavorino perché le guerre finiscano il prima possibile, perché in guerra chi muore e chi paga è sempre la povera gente. Non occorre prendersela con gli artisti russi, ma costringere i due Paesi a fermarsi: abbiamo speso finora 25 miliardi di euro per l’Ucraina, forse bisogna cambiare sistema”.
Con un chiaro messaggio di unità, Salvini ha concluso il suo intervento ribadendo la necessità di rimanere uniti e di affrontare le sfide future, sottolineando che senza la Lega al governo non ci sarebbero richieste e risultati.
