Per qualche ora sembrava davvero che il miracoletto politico dell’anno potesse stare in piedi: sospendere le tifoserie di partito e  concentrare su un candidato della Bassa, Fabio Ferla, tutte le energie politiche di un territorio che nonostante sia nei fatti il nuovo cuore pulsante della provincia, in via Tasso conta da anni come il proverbiale due di picche quando la briscola è quadri.

Una pianura dimenticata

Strade intasate, un collegamento per il capoluogo da terzo mondo, due poli scolastici vetusti e da ripensare, un servizio di trasporto pubblico locale pressoché inesistente. Sono solo alcuni dei temi sui quali Treviglio, Romano, Caravaggio, oltre a decine di Comuni della Bassa, potrebbero, dovrebbero picchiare i pugni sul tavolo. Ed è forse proprio per questo che un presidente civico come Ferla, forte di una maggioranza con due sindaci di peso quali Bolandrini (Pd) e Imeri (Lega), a Bergamo fa paura.

Le pressioni territoriali, più che politiche

L’autocandidatura di Gianfranco Gafforelli cascava quindi a fagiolo, per spaccare il fronte e ricostruire il teatrino di una contrapposizione “tradizionale” tra centrodestra e centrosinistra che in realtà a livello provinciale è ormai (quasi) solo di facciata.
Più che le remore politiche sulla strana  alleanza “a tre” sognata da Ferla, infatti, il sindaco di Calvenzano si è scontrato proprio contro lo scetticismo dei «colonnelli» di Bergamo, soprattutto in area Pd (ma non solo).

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Un paradosso politico

Con il segretario Gabriele Riva e il sindaco Giorgio Gori in testa, dopo 48 ore di riflessione sulla proposta di Ferla, i dem hanno così rinunciato alla candidatura di Claudio Bolandrini, che avrebbe di fatto bruciato  Gafforelli. E ufficializzato il proprio appoggio proprio al sindaco di Calcinate, nonostante solo settimana scorsa questi abbia chiarito di non volerne sapere di etichette Pd, e che semmai, al contrario, avrebbe gradito l’appoggio del centrodestra, essendo lui da sempre in area Ncd. Paradosso difficilmente spiegabile, se non si tiene conto degli equilibri territoriali, più che politici.

Si andrà alla conta

All’idea di una Bassa  troppo forte  in Consiglio e di una maggioranza davvero civica con una forte rappresentanza di una pianura finalmente unita, hanno preferito l’evergreen “divide et impera”.  Si andrà quindi alla conta e determinante sarà probabilmente il comportamento dei consiglieri civici bergamaschi di area centrosinistra. E dei franchi tiratori. Che in questo pasticciaccio saranno probabilmente parecchi.

Davide D’Adda

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