Revocata la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini. Lo ha deciso il Consiglio comunale durante la seduta del primo febbraio, dopo il caso sollevato nelle scorse settimane dall’Anpi. In un momento storico delicato, in cui razzismo e l’apologia del Ventennio si riaffacciano sull’uscio della Repubblica, il voto per la revoca della cittadinanza onoraria al Duce ha però scatenato i prevedibili battibecchi e malumori.

La minoranza abbandona la sala

Il provvedimento, scaturito da un vertice fra la sindaca Stefania Bonaldi e l’Anpi, si è trasformato in mozione, ottenendo 15 voti favorevoli, ossia l’unanimità. Questo perché, dei 9 membri di minoranza, solo 3 erano presenti in aula consiliare e al momento del voto sono usciti tutti dalla sala. 

“Correggiamo un errore di 94 anni fa”

Stefania Bonaldi ha introdotto il punto all’ordine del giorno facendo luce sul dovere morale e civico di questo atto: «Stasera siamo chiamati a pronunciarci su un’azione costruttiva. Ridare alla nostra città il senso dei suoi valori profondi, correggendo un errore, forse più emotivo che politico, verificatosi 94 anni fa, conferendo la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini. Coloro che presero quella decisione speravano in un riscatto nazionale, vi confidavano, ma non potevano sapere ciò che sarebbe accaduto nei 20 anni successivi».

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Il volto del duce sul palazzo della Curia

cittadinanza onoraria al duce
Negli ultimi anni sono molti, in tutta Italia, i Comuni che hanno seguito il consiglio di Anpi di revocare la cittadinanza onararia al Duce e la questione, quasi sempre, scatena polemiche infinite. Ma le tracce del Ventennio cremasco non si esauriscono in quell’atto. Proprio sul vicolo retrostante l’edificio Comunale, campeggi ancora un’antica effige, ormai stinta, di Benito Mussolini. Il palazzo sul quale è impresso il volto del Duce si trova all’angolo fra via Frecavalli e via Battisti. Ospita i locali dell’Associazione «Insieme Per La Famiglia» e il circolo di bridge e burraco, e appartiene all’Istituto Diocesano.

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