Trasporto ferroviario, in Regione una piccola grande rivoluzione.

La svolta

Il trasporto pubblico su ferro si prepara a una piccola grande rivoluzione. Gestione separata del servizio e rinnovo dei vertici di Trenord sono le novità annunciate dal presidente della Regione Attilio  Fontana. Un’operazione che avrà un’accelerazione a fine luglio e che nelle intenzioni di Regione Lombardia dovrebbe concretizzarsi entro la fine dell’anno.

Primo bilancio

Fontana ha fatto un primissimo bilancio di questi primi mesi di legislatura. “Sono abbastanza soddisfatto per quanto fatto e quanto messo in cantiere. Sanità, trasporto pubblico e società regionali sono i punti principali nella nostra agenda. In questi settori c’è da fare e c’è da migliorare. In particolare, la riforma sanitaria è da migliorare e in questa fase stiamo valutando i punti di forza e le criticità”.

La sfida del trasporto su ferro

Ma il presidente si è soffermato soprattutto sul trasporto pubblico locale: “E’ un capitolo complesso che abbiamo affrontato fin dal primo giorno di fronte alla quotidianità di servizi e disservizi. Non abbiamo sprecato nemmeno un giorno per poter tornare a offrire un servizio di qualità. Non senza il giudizio ingeneroso di editorialisti da prima pagina e manager con la bacchetta magica”.

Cosa cambierà

“Abbiamo iniziato a formulare delle proposte – ha aggiunto Fontana – Ho incontrato l’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, Renato  Mazzoncini per capire cosa fare. Gli obiettivi sono chiari: calibrare gli investimenti e migliorare la qualità del servizio”. Ecco allora che la novità principale riguarderà proprio la gestione del servizio. “Abbiamo deciso di andare in gestione separata per quanto concerne il servizio di trasporto regionale. Oggi è seguito da una società che ha due soci. Nei fatti questa gestione è stata complicata soprattutto per Ferrovie dello Stato”. Il nuovo corso prevederà una ripartizione differente di Trenord per incentivare gli investimenti. Nella fattispecie ci sarà una società controllata da Ferrovie Nord e una da Trenitalia. Un’operazione che si concretizzerà entro fine anno sotto l’occhio dell’Autorità dei trasporti. La Regione gestirà il servizio delle tratte suburbane.

Modello Parigi e nuovo management di Trenord

“Il nostro modello sarà la rete regionale di Parigi” – ha aggiunto il presidente. Il cronoprogramma prevede entro il 30 luglio la definizione delle fasi del nuovo corso e dei gruppi di lavoro. In particolare, nuovi management con il cambio dell’assetto della proprietà Trenord totalmente controllata da Ferrovie Nord Milano, trattative sindacali, competenze delle due società, definizioni dei contratti di servizio. “Guarderemo agli investimenti, alle manutenzioni, all’acquisto di materiale rotabile – ha aggiunto Fontana – Saranno previsti riconoscimenti per chi fa bene e non faremo sconti per chi lavora male. Per noi si tratta di un’operazione di estrema importanza. Abbiamo provato tutte le soluzioni, ma questa è l’unica che può cambiare le cose in modo significativo e in temi relativamente rapidi”.

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Scettico il Pd

I consiglieri regionali del Pd si sono detti scettici. Matteo Piloni ha attaccato: “Nessun cambiamento per i pendolari almeno per un anno. Una visione miope e arretrata”.

Onlit, il modello di Parigi non funziona

“E’ giusto smontare il fallimentare carrozzone di Trenord costoso e inefficiente che ha fatto soffrire i pendolari dal 2011 – sostiene Onlit (osservatorio nazionale liberalizzazione infrastrutture e trasporti) – Ma per adottare la soluzione Parigi come ha affermato il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, non ci sono i presupposti. A Parigi è un’agenzia di regolazione dei trasporti con pieni poteri a programmare i servizi ed a stipulare i contratti di servizio. Alla base del successo dei trasporti pubblici parigini c’è l’integrazione dell’offerta e delle tariffe di tutti i vettori: ferrovie regionali (quella che dovrebbe essere Trenord nella proposta del Presidente) ferrovie nazionali (Trenitalia), trasporti urbani (Atm) e trasporti extra-urbani (autolinee). L’agenzia di bacino metropolitana di Milano, nata due anni fa, invece non ha competenze sui trasporti ferroviari e sulle tariffe. Unica cosa che sembra contare per Fontana è raccogliere l’istanza dei maneger ferroviari regionali e nazionali e dei sindacati di passare all’affidamento diretto dei contratti di servizio per una lunga durata di 10+5 anni. Lo spauracchio della gara sarebbe di nuovo evitato”.

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