Sembrava tramontato, come candidato presidente della Provincia. Ma nella Bassa lo sanno tutti: Fabio Ferla non è uno che tramonta facilmente, come lo stile delle giacche che indossa. E’ un classico vivente, da pochette nel taschino, cravatta e mocassino. Talmente lontano (apparentemente) dalle beghe quotidiane della politica locale, che quando ai piani alti della politica bergamasca hanno cominciato a fare il suo nome come candidato  presidente, a chi gli chiedeva un commento rispondeva a stento, sembrava cadere dalle nuvole. “Io? Davvero? Non mi hanno chiesto nulla…”. E invece.

Fabio Ferla candidato

Invece così è, se vi pare. Il quadro politico per le elezioni provinciali converge proprio su di lui, il sindaco di Calvenzano, che nel weekend è stato indicato come  candidato del centrodestra per le provinciali del 31 ottobre. L’ufficialità è arrivata dopo l’ennesimo incontro a Bergamo tra gli alleati del centrodestra, Forza Italia e Lega, che alla fine hanno dato il loro “nulla osta” a una candidatura   all’insegna del “civismo”. Se da una parte soddisfa i moderati, non dispiace più di tanto nemmeno al Carroccio, che fino a qualche giorno fa premeva invece per Stefano Vivi (sindaco di Sorisole).

Fabio Ferla con Emanuele Filiberto di Savoia, nel 2016 in occasione della nomina a Cavaliere dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro

Storico, cavaliere affascinato dai Savoia

Trentotto anni, una laurea in Storia e una passione (nemmeno troppo velata) per la monarchia Savoia e per l’Italia pre-repubblicana, Fabio Ferla lavora come impiegato alla Ubi Banca: si occupa delle Risorse Umane per l’istituto di credito di Bergamo.  Nel tempo libero, invece, è uno dei personaggi nella Bassa  più vicini all’idea di nobiltà. Letteralmente: nell’ottobre 2016 è stato infatti nominato Cavaliere dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, proprio per mano di Emanuele Filiberto. Una benemerenza ottenuta «per l’impegno assunto di perseguire finalità umanitarie e filantropiche proprie dell’Ordine e in considerazione della sua figura morale».

“Amiamo Calvenzano”

Stava “studiando” da sindaco del suo paese, Calvenzano, quando l’improvvisa scomparsa del primo cittadino Aldo Blini tre anni fa lo ha portato alla reggenza prima e all’investitura popolare alle comunali dell’anno seguente. Alla guida della stessa lista civica “Amiamo Calvenzano”, dopo il divorzio dalla Lega locale, e ha sempre difeso se stesso e il gruppo da qualsiasi etichetta di partito. Poi, un paio di anni fa, è scattato l’avvicinamento a Forza Italia, sebbene mai formalizzato e sebbene tra i “mantra” del sindaco ci sia proprio la sua indipendenza.

“Mai avuto una tessera”

“Mai avuto una tessera” dice lui. E infatti più che la fede liberale, a smuoverlo (un poco) dallo ieratico civismo che ha contraddistinto la sua carriera finora, è stata l’amicizia con il coetaneo Alessandro Sorte. Indimenticabile, l’anno scorso, il video in cui insieme all’allora assessore regionale ai Trasporti, cucina un’improbabile carbonara durante una diretta su Facebook.

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Le larghissime intese

Tuttavia, chi lo conosce gli attribuisce soprattutto l’abilità di tessere rapporti larghissimi (e pure  spregiudicati, secondo i canoni della politica delle scuderie): è in ottimi rapporti coi vicini di casa Daisy Pirovano (Lega, sindaca di Misano)  e Gabriele Riva (Pd, sindaco di Arzago). Ma la sua dashboard di Facebook straborda di selfie “politici”: con Juri Imeri, sindaco di Treviglio, con Beatrice Bolandrini di Brignano, con Erik Molteni (Pd di Treviglio), Vincenzo Trapattoni di Barbata… Insomma: Ferla è riuscito (a forza di cerchiobottismi, dicono i maligni) a raggiungere un’equidistanza svizzera dagli opposti estremismi, mettendo tutti d’accordo. Prima a Calvenzano, dove non a caso l’opposizione filo-leghista, usando un eufemismo, non è particolarmente attiva. E ora (forse) in questa strana scalata a via Tasso, fatta quasi senza sforzo.

Il sindaco “chierichetto”

Uomo dal forte afflato religioso, ha frequentato per anni l’oratorio del paese e tuttora “serve” spesso a messa. Esperto di liturgie e cerimoniali, su di lui   “aneddoti” in materia si sprecano. Uno tra tutti: in un paese della Bassa, alcuni anni fa, ci fu una visita vescovile e lui, in rappresentanza di Calvenzano, fu invitato alla giornata. Il coro della chiesa, all’arrivo del presule, doveva intonare il canto “Io credo, risorgerò”. Ma all’ultimo minuto, poco prima dell’ingresso del vescovo, si scoprì che quasi nessuno dei coristi conosceva il testo oltre la prima strofa. Ci pensò lui, sfoderando una memoria di ferro nell’istruire “al volo” i presenti. “Passò alla storia” ricordano gli annali, come l’unico in chiesta, sacerdoti compresi, a conoscere quel testo.

E il centrosinistra? Ancora latitante…

Più che le remore legate ai delicati equilibri interni all’alleanza Lega-Forza Italia, Ferla dovrà superare alle urne lo scetticismo nei suoi confronti dei colonnelli di Bergamo città e dintorni, dove il sindaco di Calvenzano lavora ma non ha rapporti politici particolarmente stretti. E’ noto ad esempio che parte della Lega è ancora scettica su di lui, proprio per essere un candidato molto di pianura, e poco noto in città. E poi: contro chi correrà? Contro il caravaggino Claudio Bolandrini? Nel centrosinistra il sindaco di Caravaggio starebbe a sua volta riprendendo la quota persa come candidato, sebbene in questi giorni sia affaccendato in qualche fastidiosa faccenda “domestica”. Se davvero, dopo i tentennamenti delle scorse settimane, dovesse riconfigurarsi un derby di pianura, per la Bassa sarà una buona notizia, vada come vada.

Davide D’Adda

Stefano Rivoltella

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