Centocinquanta persone in pochi giorni. Il pronto soccorso di Montichiari preso d’assalto per l’allarme polmonite, che per ora ha fatto due morti. La Regione ha avviato un’indagine epidemiologica per vederci chiaro.

Allarme polmonite

Si sono presentati in centocinquanta all’ospedale di Montichiari. In questi giorni, l’allarme polmonite è rimbalzato di comune in comune nella bassa bresciana orientale. Montichiari, Carpenedolo, Visano, Remedello, Acquafredda, Calcinato, Ghedi e Montirone i comuni in cui si sono verificati i casi.

Indagini epidemiologiche avviate

Il numero è talmente alto da avere immediatamente destato qualche sospetto e ora l’Agenzia di Tutela della Salute di Brescia indagherà per capire se il picco di casi di polmonite possa avere una ragione ambientale. Le contromisure predisposte dall’ATS di Brescia sono in continuo aggiornamento e si occupano, fra le altre cose, di valutare la salubrità dell’acqua potabile e delle torri di raffreddamento. Collaborazione massima coi medici di famiglia, particolarmente vigili sui pazienti con problematiche respiratorie.

Le parole dell’assessore

«Sono in tutto 71 le persone che sono giunte al pronto soccorso di Montichiari, la maggior parte delle quali risiedono in una porzione di territorio ricompresa tra i comuni di Carpenedolo, Montichiari e Calvisano – ha detto l’assessore regionale Giulio Gallera – L’età media delle persone visitate ai Pronto Soccorso o ricoverate presso i Presidi Ospedalieri del territorio risulta superiore ai 60 anni, e, in molti casi, si tratta di soggetti con uno stato di salute già compromesso antecedente alla manifestazione della polmonite. Le ASST che hanno preso in carico i pazienti hanno ricercato, in tutti i casi, la presenza di legionella; al momento 2 sono i casi risultati positivi e ricoverati presso l’ASST Spedali Civili».

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