Nuovo servizio

Inaugurato un servizio per il ritiro dei farmaci orali per i pazienti oncologici a Treviglio

Il progetto è dedicato inizialmente ai pazienti in cura con terapie orali per il carcinoma della prostata.

Inaugurato un servizio per il ritiro dei farmaci orali per i pazienti oncologici a Treviglio

Si riducono le attese e gli accessi in ospedale per i pazienti oncologici: alla Casa di Comunità di Treviglio, l’ASST Bergamo Ovest ha attivato un innovativo servizio per il ritiro dei farmaci oncologici orali direttamente sul territorio.

Dettagli del servizio

Questo progetto è frutto della collaborazione tra Oncologia, Farmacia ospedaliera e Infermieri di Famiglia e Comunità (IFEC). Si tratta di un modello organizzativo che integra ospedale e territorio, in linea con le recenti riorganizzazioni dell’assistenza sanitaria. Il servizio è attualmente rivolto ai pazienti in trattamento con terapie orali per il carcinoma della prostata, una delle neoplasie più comuni tra gli uomini. In provincia di Bergamo si registrano circa 720 nuovi casi all’anno, pari a quasi il 20% delle diagnosi oncologiche maschili.

Il processo prevede che il paziente venga valutato e arruolato dall’oncologo durante la visita specialistica in ospedale. Successivamente, il farmaco potrà essere ritirato su appuntamento presso la Casa di Comunità di Treviglio. Qui, gli Infermieri di Famiglia e Comunità accompagneranno il paziente nel percorso terapeutico, monitorando l’aderenza alla cura, eventuali effetti collaterali e fornendo supporto educativo e clinico.

“Con questo progetto portiamo concretamente le cure più vicino alle persone – afferma Rosetta Gagliardo, Commissaria Straordinaria dell’ASST Bergamo Ovest – La distribuzione territoriale dei farmaci oncologici orali rappresenta un passo importante verso una sanità sempre più integrata, capace di semplificare i percorsi di cura e migliorare la qualità della vita dei pazienti e delle loro famiglie”.

Vantaggi per i pazienti

Il nuovo modello organizzativo consente di ridurre gli accessi non necessari in ospedale, abbattere i tempi di attesa e i trasferimenti per pazienti e caregiver, migliorare l’aderenza alla terapia, intercettare precocemente eventuali effetti collaterali e rafforzare l’integrazione tra assistenza ospedaliera e territoriale. Inoltre, il servizio prevede un costante coordinamento con l’équipe oncologica e la Farmacia ospedaliera, garantendo tracciabilità, sicurezza del farmaco e appropriatezza prescrittiva.

“L’obiettivo è mantenere elevati standard di sicurezza e continuità assistenziale, alleggerendo al contempo il carico di accessi ospedalieri per i pazienti oncologici – spiega Fausto Petrelli, Responsabile dell’Oncologia – Le terapie oncologiche orali sono sempre più diffuse e richiedono un attento monitoraggio dell’aderenza e degli effetti collaterali. Grazie alla collaborazione con il territorio possiamo seguire i pazienti in modo ancora più efficace”.

Verso un’Oncologia di prossimità

Questo progetto rappresenta un primo passo verso un modello di “oncologia di prossimità”, volto a semplificare il percorso di cura e a rispondere alle esigenze dei pazienti. Si prevede l’estensione progressiva del servizio ad altre terapie e a ulteriori Case di Comunità del territorio.

“La Casa di Comunità diventa sempre più un punto di riferimento per i cittadini, anche nei percorsi di cura complessi – evidenzia Gianfranco Galli, Direttore del Distretto Pianura Occidentale della Casa di Comunità di Treviglio – Gli Infermieri di Famiglia e Comunità svolgono un ruolo fondamentale nel supporto ai pazienti, garantendo vicinanza, monitoraggio e continuità assistenziale in stretto collegamento con gli specialisti ospedalieri”.