Per Alberto Capoferri una festa tricolore, ma non solo: il corridore di Enduro Juniores 125, infatti, ha vinto il Campionato Italiano, obiettivo della stagione per sua stessa ammissione, ma anche il «Trofeo delle Regioni» con la Lombardia. Insomma, un finale di stagione che ha portato diversi successi per il pilota di Antegnate che invece era partito non proprio al top della forma.

Capoferri tricolore

Capoferri racconta. «Sono partito con un infortunio al ginocchio, che mi ha fatto tribolare per tutto l’anno. Non ho però voluto mollare: non mi sono ritirato subito, ma ho lottato per recuperare nel più breve tempo possibile. Sono riuscito a proseguire e ad arrivare fino all’ultima gara. A questo punto eravamo tre piloti a pari punti e io sono riuscito a spuntarla, vincendo il titolo italiano: ho dato il tutto per tutto sperando di stare davanti ai miei avversari e così è stato».

Alberto Capoferri

Insomma, come si diceva, una grande festa. Qualcosa che lascia a Capoferri un’immensa gioia.

«Per me è stata una grande soddisfazione: stavo inseguendo la vittoria nell’Italiano da mesi e sono riuscito a raggiungerla. Vuol dire molto per me. Il Trofeo delle Regioni è un altro bel successo, anche se inaspettato: avevo puntato tutto sul tricolore».

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Alberto, archiviata la vecchia stagione, ha due sfide nella testa. «Per prima cosa dovrò farmi operare al ginocchio infortunato durante i mesi invernali». Quindi il pilota di Antegnate confessa il secondo step. «L’anno prossimo cambierò cilindrata in cui correre». Abbandonando, di fatto, la 125 cc. Non si sa, però, a quali nuovi lidi vorrà approdare. «Al momento non so con che cilindrata correrò, devo ancora decidere. Di sicuro salirò e vorrà dire cambiare moto, cambiare categoria e andare a incontrare nuovi avversari con i quali confrontarmi. Ci sono tante incognite che dovrò risolvere nei prossimi mesi».

Grinta per nuove sfide

Prima fra tutte, come si diceva, quella che riguarda la sua salute. «Dovendo subire a breve l’operazione al ginocchio, non so quando potrò iniziare il lavoro invernale di preparazione. Tutto dipende dai tempi di recupero. Certo è che, non potendomi allenare durante l’inverno, sicuramente non sarò avvantaggiato all’inizio della prossima stagione. In ogni caso mi auguro sempre e comunque che sia una buona stagione, piena di soddisfazioni».
La grinta c’è, e il morale pure: le nuove sfide saranno affrontate almeno con queste due armi. Per il resto, solo alla pista andrà l’ultima parola.

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