Dal velodromo di Pruszkow in Polonia per i Campionati del Mondo di ciclismo su pista, alla corsa su strada di San Daniele Po nel Cremonese. Nel volgere di ventiquattrore Stefano Moro, il ventunenne velocista di Fontanella, si è tolta la casacca azzurra della Nazionale su pista e ha indossato quella del team Arvedi Cycling Academy per il quale è tesserato.

Stefano Moro ad un passo dalla vittoria

E per pochissimo non ha festeggiato la prima vittoria stagionale: Stefano ha concluso al secondo posto il volatone che ha deciso il «1° Trofeo B&P Recycling» vinto da Nicolò Gozio (Team Casillo Maserati).

«Sono tornato dalla Polonia alle nove di sabato sera, domenica mattina era al via della corsa in linea – racconta Moro -. Alla fine non è tanto diverso: anche la settimana prima mi ero allenato solo su pista e alla corsa mi ero comunque piazzato tra i primi dieci. Se fai le cose giuste va bene lo stesso, stavolta c’era però l’incognita visto che in Nazionale ai Mondiali su pista ero riserva e quindi non avevo gareggiato ma non mi ero neanche allenato».

Nonostante tutto sei andato come un treno…

«Ai compagni prima del via ho detto che mi sentivo di fare la volata in caso di arrivo di gruppo. La corsa è andata via tranquilla e nel finale c’è stata la solita lotta tra i vari “treni” dei velocisti. Mi hanno dato una grandissima mano Viviani (fratello di Elia, il campione d’Italia dei prof, ndr) e Plebani (medaglia di bronzo ai Mondiali su pista, ndr) che mi hanno lanciato una bellissima volata. L’unico errore che ho commesso è stato quello di essermi fatto anticipare da Gozzi che è partito ai 200 metri, io volevo farlo ai 150. Sapevo che era forte in volata, dovevo anticiparlo perché io sono più forte nella tenuta dello sprint, lui ha più esplosività. Sono contento di essere tornato a giocarmi la vittoria, ma è ovvio che il secondo posto non basta, non va bene».

Squadra nuova, come è arrivata questa decisione?

«E’ partito questo progetto dove con l’Arvedi Cycling Academy possiamo fare molta attività su pista, che è quella che amo di più, senza dimenticare la strada. Mi è piaciuto subito, i compagni li conosco da anni e ci troviamo benissimo, ho accettato con entusiasmo. Provo a vedere come va questa stagione, vengo da un anno non bellissimo, ho voglia di riscattarmi. Mi sembra di aver iniziato con mezzo piede giusto, vediamo di farlo con il piede intero…».

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