(foto Viga)

Che i primi bagliori del 2019 fossero decisamente intensi si era intuito dalle due vittorie colte sulle strade del Trevigiano, a Pianzano e Cimetta di Codogné. Ed ecco puntuale la conferma con la prima vittoria ottenuta nella regione di appartenenza: la Lombardia. Il corridore in questione è il fontanellese Stefano Moro, ventidue anni il prossimo 22 giugno, che domenica a Pregnana Milanese nel «15° Trofeo Larghi g. a.m.», ha calato il tris di vittorie in questi primi mesi della stagione agonistica per la categoria dilettanti Under 23.

Volata regale per Moro

Il corridore dell’Arvedi Cycling ha sfoderato una potentissima volata tanto da lasciare ad oltre una bicicletta gli avverarsi di team del calibro della Colpack (Gomez, 2° e Masotto 5°), Gallina Colosio (Menegale, terzo) e Zalf (Marchiori 4°). All’ex portacolori della Sc Romanese (Allievi) e Ciclistica Trevigliese (Juniores) il compito di raccontarci la nuova bella impresa.

“La corsa si è disputata su un percorso pianeggiante, velocissimo (tanto che la media ha superato i 48 km/h!, ndr) per la metà con diverse curve e controcurve e per il restante su stradoni lunghi. E’ stata una corsa un po‘ strana con il gruppo sempre compatto a menare a tutta, impedendo così i tentativi di fuga. Sono rimasto sempre coperto e nell’ultimo giro mi sono portato avanti grazie ai compagni, Bosini e soprattutto Giordani. Mi hanno dato una grande mano senza farmi prendere vento e mi hanno lasciato all’ultimo km dietro al treno della Zalf che stava organizzando la volata di Marchiori. Così quando lui è partito ai 200 metri, mi sono messo sulla ruota e l’ho saltato subito facendo la volata di testa. Ho vinto bene, stavolta devo dire che mi è uscita proprio una gran bella volata che dedico alla mia famiglia e alla squadra dove siamo “pochi ma buoni”!”.

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Dopo un 2018 avaro di risultati su strada cosa è cambiato in Stefano Moro?

“Io penso che tutto parte dal fatto che non ho avuto infortuni e sfortuna nel periodo della preparazione. Fare un bell’inverno senza problemi conta tanto. La squadra è ottima e ci troviamo e poi quando vinci prendi morale e consapevolezza dei tuoi mezzi e tutto diventa più semplice. Ma resto con i piedi ben piantati per terra e continuo a pensare una corsa alla volta. Naturalmente sperando di aggiungere altre soddisfazioni”.